Le accuse degli amici di Fabio
"I soccorsi svizzeri in ritardo"
Non si danno pace gli amici di Fabio Paravella, 20 anni (nella foto), di Stradella, il giovane morto in un incidente sullo snowboard a Zermatt, Svizzera: "Il crepaccio non era segnalato e i soccorsi sono arrivati in ritardo". Fabio ha chiesto aiuto per mezzora, stretto tra ghiaccio e neve
di Pierangela Ravizza
La pista del tragico incidenteSTRADELLA. Un’invocazione di aiuto che si è ripetuta per trenta interminabili minuti. Poi il silenzio. Fabio Paravella moriva così, stretto tra il ghiaccio e la neve in un crepaccio profondo venti metri dov’era precipitato mentre con il suo snowboard percorreva le piste del comprensorio del Testa Grigia tra Zermatt e Plateau Rosa.
Una tragedia che si è consumata sotto gli occhi di uno dei suoi più affezionati amici e coetaneo: Federico Maga di Santa Maria della Versa. Il terzo del gruppo, Filippo Geroldi, anche lui di Stradella, si è accorto solo in un secondo tempo dell’accaduto. Erano circa le 13 di lunedì. I tre amici stavano scendendo verso il Plateau Rosa per poi raggiungere Cervinia dove avevano lasciato la macchina e da dove avrebbero dovuto far rientro a casa in serata.
Improvvisamente, Federico ha visto l’amico deviare e poi cadere. Solo un attimo dopo ha capito che quella caduta era il disperato tentativo di arrestare la sua discesa per non finire nel crepaccio. Ma è stato tutto inutile. Fabio Paravella ha trovato ancora la forza per chiedere ripetutamente aiuto all’amico che, dall’alto, non smetteva di chiamarlo. In attesa dei soccorsi, qualcuno ha anche tentato di offrirsi volontario per prestargli aiuto ma i responsabili degli impianti si sarebbero opposti: troppo pericoloso.
Il soccorso alpino, è arrivato sul posto con due elicotteri, uno attrezzato per il recupero del ferito e l’altro con il personale medico. Quando i soccorritori, dopo diversi tentativi, sono riusciti finalmente a raggiungere Fabio, ormai era troppo tardi. Il corpo, ormai privo di vita, è stato trasportato a Zermatt, a disposizione della polizia svizzera. Secondo le testimonianze di suoi amici, i soccorsi sarebbero arrivati solo dopo due ore e la presenza del crepaccio non sarebbe stata segnalata.
Tra i principali testimoni, i due amici, che hanno potuto far rientro a casa solo nella mattinata di ieri. Nella serata di lunedì, è toccato ai carabinieri della compagnia di Stradella il triste compito di raggiungere l’abitazione di Fabio, in località Cassinello, per avvertire i familiari della disgrazia. Ieri mattina, il papà Mario e la mamma Angela Rauseo, accompagnati dallo zio paterno, sono partiti alla volta di Zermatt. La notizia della scomparsa di Fabio, ha suscitato profondo cordoglio soprattutto tra i giovani di Stradella, ma non solo. Studente della quarta ragionieri all’istituto «Faravelli», da tempo era impegnato come Pr per alcuni tra i locali della zona.
La salma del giovane, potrebbe essere traslata a Stradella, già nella giornata di domani, dall’impresa «Versiglia». Fabio, oltre ai genitori, lascia anche la sorella, di 14 anni, iscritta al Liceo scientifico di Broni.Fonte la provincia Pavese.
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